Un progetto nato quasi per caso, davanti a un panino, si sta trasformando in uno dei modelli più avanzati della zootecnia italiana. Biagru Farm non è solo una nuova azienda lattiero-casearia: è la sintesi concreta delle sfide che oggi attraversano il settore, tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e necessità di rinnovamento generazionale.
L’idea prende forma dall’incontro tra due imprenditori, Giuseppe Elias e Gianenrico Grugni, che decidono di unire competenze, visioni e risorse in un’iniziativa fuori dagli schemi. In un comparto storicamente legato alla dimensione familiare, la creazione di una società tra soggetti non imparentati rappresenta già di per sé un elemento di discontinuità. Ma è solo l’inizio.
Il cuore del progetto è una stalla progettata per ospitare a regime 1.200 vacche in lattazione, con un livello di automazione tra i più elevati in Italia. Il sistema scelto è quello del Batch Milking, con ben 26 robot di mungitura disposti a semicerchio, a cui si aggiungono due unità dedicate alle primipare e alla fase di colostratura. Una scelta che punta a coniugare efficienza operativa e benessere animale, riducendo allo stesso tempo la dipendenza dalla manodopera. In un contesto in cui reperire personale qualificato è sempre più complesso, Biagru Farm prevede di gestire l’intera struttura con circa 10-12 addetti, contro il doppio richiesto da un allevamento tradizionale. Non si tratta però di sostituire il lavoro umano, quanto piuttosto di qualificarlo. L’obiettivo è attrarre giovani professionisti, anche laureati, capaci di gestire sistemi complessi e trovare nella zootecnia un ambito lavorativo moderno e gratificante.
Alla base della nascita di Biagru Farm c’è anche una logica economica precisa: raggiungere dimensioni tali da garantire sostenibilità e redditività. In un mercato sempre più competitivo, l’economia di scala diventa un fattore determinante per resistere alle pressioni sui prezzi e agli aumenti dei costi di produzione. Il progetto risponde quindi a una doppia esigenza: da un lato consolidare la produzione, dall’altro creare una struttura capace di affrontare il futuro con strumenti adeguati. Uno dei temi centrali è quello del ricambio generazionale. I dati parlano chiaro: in Italia meno del 10% dei capi azienda ha meno di 40 anni, e il numero è in calo. In Europa, milioni di aziende agricole hanno chiuso negli ultimi anni, spesso proprio per mancanza di continuità.
Biagru Farm prova a invertire questa tendenza, costruendo un modello capace di attrarre nuove generazioni grazie a innovazione, organizzazione e qualità del lavoro. La gestione operativa sarà infatti affidata alla famiglia Grugni, con il coinvolgimento diretto delle nuove leve. Il progetto nasce anche dall’esigenza di superare i limiti di strutture obsolete. Le nuove stalle sono state progettate per garantire il massimo comfort agli animali, con sistemi avanzati di ventilazione, raffrescamento e gestione dell’acqua. Grande attenzione è riservata anche all’impatto ambientale. È previsto un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile, con la possibilità futura di integrare soluzioni a biogas o biometano. La gestione dei reflui e l’efficienza energetica sono elementi chiave di una strategia orientata alla sostenibilità a lungo termine.
La realizzazione della nuova struttura, situata a Cavenago d’Adda, richiederà circa un anno e mezzo di lavori. Si tratta di un progetto articolato, che ha ottenuto anche il sostegno del PNRR, a conferma della sua rilevanza strategica. Accanto agli imprenditori, operano diversi partner tecnici specializzati, coinvolti nella progettazione e realizzazione degli impianti, dall’automazione alla gestione energetica.

