Più di 840.000 morti ogni anno e un costo pari all’1,37% del prodotto interno lordo mondiale: sono i numeri dei rischi psicosociali sul lavoro secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, che stima inoltre la perdita di quasi 45 milioni di anni di vita in salute. Orari eccessivi, violenze, bullismo e molestie psicologiche, squilibrio tra sforzi e ricompense, tensione e precarietà figurano tra le cause principali, a cui si aggiungono stili di leadership inadeguati, ambiguità di ruolo e scarso supporto da parte dei responsabili.

Per intervenire su questo fronte, Mudra, advisory company italiana specializzata nella valorizzazione degli asset intangibili, ha lanciato Jnana, una piattaforma di human capital intelligence pensata per misurare, simulare e governare la salute organizzativa di imprese e Pmi.

L’idea nasce dall’esperienza sul campo. “Nei nostri percorsi di consulenza strategica ci siamo accorti che dietro a molte difficoltà aziendali non c’è un deficit di competenze, ma una mancanza di compatibilità tra le persone”, spiega Carlotta Silvestrini, fondatrice e co-ceo di Mudra. Una dimensione, osserva, a lungo affidata soltanto all’intuito: con Jnana le dinamiche umane diventano invece “un fattore misurabile e monitorabile nel tempo”, utile a orientare assunzioni, riorganizzazioni e operazioni straordinarie. Il progetto è il frutto di cinque anni di studio e di affiancamento a imprenditori, manager e responsabili delle risorse umane. Sviluppata con psicologi clinici e del lavoro, la piattaforma poggia su costrutti validati dalla letteratura scientifica e integra i principi della teoria polivagale, per valutare la salute del sistema nervoso autonomo e la percezione di sicurezza negli ambienti di lavoro.

La salute organizzativa viene misurata su tre pilastri: know-how, clima e cultura aziendali, stress e performance. In questo modo si mappano i comportamenti reali e quelli desiderati, per verificare la compatibilità culturale sia in fase di selezione sia nell’operatività quotidiana. Un modulo di dieci domande analizza inoltre l’impatto della relazione con il proprio responsabile sulla regolazione emotiva, mentre algoritmi dedicati pesano le dinamiche interpersonali per individuare in anticipo tensioni e criticità, a livello di singolo team e dell’intera organizzazione.

Tra le funzioni più rilevanti c’è la possibilità di simulare le decisioni prima di prenderle: configurare nuovi team, pianificare job rotation, gestire fusioni aziendali e accompagnare i cambiamenti organizzativi, valutando in anticipo sforzo di adattamento, punti di resistenza e compatibilità relazionale. A completare l’ecosistema c’è una sezione dedicata alla compliance, che semplifica gli adempimenti normativi integrando la somministrazione dei test obbligatori per legge, come l’analisi del clima e la valutazione dello stress lavoro-correlato.

Sul fronte dell’efficienza, le stime sono ambiziose. “In un’azienda di 50-100 dipendenti la piattaforma può ridurre dell’85-90% il tempo necessario a comporre un team di progetto”, afferma Silvestrini, aggiungendo che la valutazione della compatibilità tra team coinvolti in operazioni di integrazione può passare da settimane a pochi giorni. Dal punto di vista tecnico, Jnana è una soluzione SaaS utilizzabile in autonomia da aziende con almeno 15 dipendenti, con o senza una funzione HR dedicata. L’architettura si basa su 112 parametri articolati in 14 aree di indagine, progettati per limitare i fenomeni di desiderabilità sociale.

“La salute organizzativa non può più essere considerata un adempimento burocratico o una voce accessoria: è il presupposto stesso della produttività e della sostenibilità dell’azienda – conclude Carlotta Silvestrini – Prevenire lo stress e valorizzare le relazioni significa costruire ambienti di lavoro in cui il benessere e le performance crescono insieme”.