La formazione chirurgica sta vivendo una trasformazione profonda grazie alle tecnologie avanzate, e tra i protagonisti di questo cambiamento c’è UpSurgeOn. La società ha recentemente chiuso un round di finanziamento da 5 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza internazionale e sviluppare ulteriormente la piattaforma dedicata al training medico.

L’operazione è stata guidata da CDP Venture Capital, con il coinvolgimento di investitori come SIMEST, Deep Blue Ventures, Azimut Libera Impresa SGR e FBH. Un segnale chiaro dell’interesse crescente verso il settore deep tech applicato alla sanità, sempre più centrale nei processi di innovazione.

Fondata da due neurochirurghi italiani, UpSurgeOn si colloca all’intersezione tra medicina, ingegneria e tecnologie immersive. Il suo modello si basa su una simulazione ibrida che integra realtà virtuale, modelli fisici iperrealistici e piattaforme digitali proprietarie. L’obiettivo è rendere la formazione chirurgica più accessibile, standardizzata e misurabile, superando le disuguaglianze legate ai diversi contesti geografici e alle risorse disponibili.

Le soluzioni sviluppate dall’azienda sono già utilizzate in oltre 110 Paesi e trovano applicazione in diverse specialità, dalla neurochirurgia alla chirurgia plastica, fino all’ortopedia. Un approccio che punta non solo a migliorare l’apprendimento, ma anche a incidere sulla sicurezza dei pazienti, garantendo chirurghi sempre più preparati attraverso strumenti innovativi e metriche oggettive.

Le nuove risorse raccolte saranno destinate principalmente all’espansione globale, con il consolidamento della presenza nei mercati chiave e lo sviluppo di nuove aree chirurgiche all’interno della piattaforma. Una parte degli investimenti sarà inoltre dedicata alla ricerca sul potenziamento psicomotorio, ambito strategico per la chirurgia avanzata ma ancora poco esplorato.

Il caso di UpSurgeOn riflette una tendenza più ampia: il deep tech italiano sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante nel settore healthcare. L’integrazione tra simulazione fisica e digitale apre infatti nuove prospettive per l’intero ecosistema sanitario, andando oltre la formazione per contribuire a ridefinire standard e processi. In questo scenario, l’innovazione non è solo tecnologica, ma sistemica, e promette di avere un impatto concreto sulla qualità delle cure a livello globale.