Non solo pneumatici. Oggi Michelin si presenta al mondo come un laboratorio di innovazione in movimento, dove chimica verde, materiali compositi e tecnologie avanzate si intrecciano per ridisegnare i confini dell’industria. Il gruppo francese, noto per l’iconico Bibendum e da sempre associato a sicurezza e prestazioni su strada, sta accelerando su una strategia industriale che guarda ben oltre la gomma. L’obiettivo? Generare tra il 20% e il 30% del proprio fatturato da attività non legate agli pneumatici entro i prossimi anni.
Il cuore di questa trasformazione è il know-how sui materiali compositi avanzati, sviluppato negli anni anche attraverso il motorsport d’élite. Eventi come la 24 Ore di Le Mans e il mondiale endurance Hypercar sono per Michelin veri e propri banchi di prova: qui, ogni componente viene portato al limite per massimizzare resistenza e precisione. Dalle tecnologie nate in pista derivano soluzioni industriali utilizzate oggi in ambiti estremamente eterogenei.
Un esempio concreto è l’attività di Flex Composite Group, acquisita dal gruppo, specializzata in materiali per nautica, automotive, edilizia e difesa. Anche Angeloni Group, controllata da Michelin, produce fibre di carbonio pre-impregnate per telai di bici, caschi ad alte prestazioni e auto da corsa. Materiali versatili, leggeri e ultra-resistenti che trovano applicazione tanto in contesti professionali quanto in ambiti sportivi o ricreativi.
La rivoluzione passa anche attraverso la chimica sostenibile. Il progetto CERISEA ne è un chiaro esempio: con un investimento di 60 milioni di euro, Michelin ha avviato la produzione della molecola 5-HMF, un composto bio-based non tossico che può sostituire derivati fossili in diversi settori. Nel 2026 sarà operativa in Francia la prima unità industriale per la produzione di 5-HMF, con un target di 3.000 tonnellate annue e un mercato potenziale che potrebbe superare le 40.000 tonnellate entro il 2030.
Anche la protezione civile trova spazio tra le applicazioni. Michelin ha progettato capi antincendio con un sistema di raffreddamento integrato, capaci di mantenere la temperatura della pelle sotto i 43 °C grazie a un tessuto tecnico innovativo. Allo stesso tempo, ha realizzato nastri trasportatori industriali per l’industria mineraria e agricola, resistenti a temperature fino a 400 °C e progettati per una durata estesa.
E non è tutto: l’innovazione del gruppo si spinge oltre l’atmosfera. Michelin è stata selezionata dalla NASA per sviluppare le ruote del rover lunare destinato al programma Artemis. Il compito è tra i più estremi: creare un sistema di mobilità in grado di resistere per oltre 10.000 km su suolo lunare, con escursioni termiche tra -250 °C e +100 °C, radiazioni ultraviolette e sabbia altamente abrasiva. I test, già in corso, avvengono su terreni vulcanici dell’Auvergne, in Francia, che simulano le condizioni lunari.
A Clermont-Ferrand, sede del centro R&D globale, lavorano oltre 6.000 ricercatori. È qui che si alimenta l’ambizione di un’azienda che non ha mai smesso di guardare avanti. Come afferma il gruppo, “la principale qualità ambientale di uno pneumatico è la sua capacità di durare”. Un principio che guida anche l’evoluzione delle soluzioni future, dove la sostenibilità si sposa con la durata, la sicurezza e l’efficienza.
In questa visione industriale avanzata, il filo conduttore è l’innovazione utile. Che si tratti di una giacca per vigili del fuoco, di un veicolo lunare o di un telaio per bici da corsa, ogni tecnologia sviluppata da Michelin ha lo stesso obiettivo: migliorare la vita delle persone, in ogni ambito e condizione.
