L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo è intervenuto alla trasmissione, in onda su BBC News, “Talking business” lo scorso 2 giugno. Dialogando con Ben Thompson, il manager ha parlato della necessità di un approccio pragmatico e non ideologico per quanto riguarda la transizione energetica. Le recenti crisi internazionali, l’invasione dell’Ucraina e la guerra in Iran hanno evidenziato la dipendenza del continente dal gas importato. È diventato cruciale dibattere non esclusivamente della decarbonizzazione del Paese e dell’Europa, ma anche della sicurezza e del costo dell’approvvigionamento dell’energia.

Questa crisi, così come ciò che è accaduto quattro anni fa, ha portato al centro del dibattito e dell’attenzione quello che chiamo il trilemma — ha evidenziato Paolo Gallo — Prima dell’invasione dell’Ucraina le persone pensavano solo alla transizione energetica, oggi non possiamo più farlo. Tutti devono adottare un approccio pragmatico, dobbiamo essere neutrali in termini di soluzioni”.

Tra le fonti alternative che possono comporre il mix che garantirà una indipendenza energetica, lo sguardo è rivolto al biometano e all’idrogeno. Queste fonti hanno oggi un costo ancora troppo alto per competere con il gas naturale: affinché ciò accada, è necessario possedere le giuste infrastrutture, che siano digitali, flessibili e intelligenti. “Se non si dispone di questo tipo di infrastrutture, non si è in grado di gestire diversi tipi di gas — ha rimarcato Paolo Gallo — Negli ultimi sette anni abbiamo investito in modo significativo nell’ammodernamento delle nostre infrastrutture e oggi la maggior parte della nostra rete è già digitale, flessibile e intelligente”.

Le recenti crisi internazionali non hanno impattato così negativamente sui cali di consumo in Italia. Rispetto ad altri Paesi in cui i consumi sono calati del 20%, in Italia si è passati da un totale di 70 miliardi di metri cubi a poco più di 60 durante l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, mentre oggi i livelli si attestano intorno ai 66. “Il nostro obiettivo è creare un’infrastruttura che sia più resiliente che mai e, rispetto a cinque anni fa, l’Italia è meno fragile in relazione alla fornitura di gas naturale”, ha sottolineato Paolo Gallo. Stando a quanto predetto dal Ministro dell’Energia, infatti, sono previsti 6 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030, che equivalgono esattamente alla quantità di gas che il Paese sta importando dal Qatar. Il potenziale del biometano è molto elevato e al 2030 può rappresentare circa il 10% del mix energetico.